La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una condizione clinica caratterizzata dall’associazione di:
- Trombosi venose e, più raramente, arteriose
- Perdita fetale ricorrente (aborti)
- Piastrinopenia
Queste condizioni riconoscono, come base patogenetica, la formazione di un gruppo di autoanticorpi diretti contro i fosfolipidi delle membrane cellulari.
Gli eventi trombotici sono riportati in circa il 30% dei pazienti con anticorpi antifosfolipidi: trombosi venose profonde delle gambe e/o embolismo polmonare costituiscono approssimativamente 2/3 degli eventi trombotici, e le trombosi arteriose e cerebrali le più frequenti complicazioni.
Le più comuni manifestazioni ostetriche includono aborti spontanei e ricorrenti, morti fetali o crescita ritardata. Donne con anticorpi antifosfolipidi sono particolarmente inclini nel secondo trimestre, o inizio del terzo trimestre di gravidanza, ad avere morte fetale.
Un grado variabile di trombocitopenia è riportato nel 20-25% circa dei pazienti. La trombocitopenia è generalmente mite e raramente si associa a complicazioni.
APS: forme primarie e secondarie
La Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi si può manifestare in assenza di altre patologie ed in questo caso viene definita primitiva.
Spesso però si associa ad altre patologie di tipo anti immunitario come il Lupus Eritematoso Sistemico, a patologie simili al LES (Lupus-like disease) ed altre patologie autoimmuni non meglio precisate.
Talvolta la sindrome si manifesta in soggetti affetti da neoplasie o dopo l’assunzione di alcuni farmaci come ad esempio la cloropromazina.
Gli anticorpi antifosfolipidi possono essere presenti (di solito temporaneamente) anche in corso di infezioni senza però le tipiche manifestazioni cliniche della sindrome.
Cause della sindrome da antifosfolipidi
L’eziologia esatta non è nota, anche se si ritiene che l’APS sia una malattia multifattoriale e in alcune famiglie sembra esserci una predisposizione genetica. Sembra che gli aPL agiscano interferendo con la funzione delle cellule endoteliali attivate e delle proteine di legame sui vasi sanguigni, causando uno stato proinfiammatorio e procoagulante che evolve nella trombosi.
Aspetti eziopatogenetici
La trombogenesi coinvolge le cellule endoteliali e le piastrine, ma anche i monociti possono svolgere un’azione pro coagulante:
cellule endoteliali: danno endoteliale diretto ; diminuzione della produzione di prostaciclina; diminuzione del rilascio di t-PA; diminuzione dell’attività della trombomodulina; esposizione di TF.
Gli anticorpi antifosfolipidi possono reagire con le cellule endoteliali, principalmente attraverso il legame con la β2GPI espressa sulla membrana delle cellule endoteliali . Gli anticorpi antifosfolipidi inducono un fenotipo proattivo e pro infiammatorio.
L’attivazione endoteliale è associata ad uno stato pro coagulativo; inoltre le citochine pro infiammatorie e l’adesività inducono un fenotipo pro coagulativo anche nei leucociti mononucleati adesi.
piastrine:attivazione diretta per interazione con i fosfolipidi di membrana.
monociti: possono svolgere una azione pro coagulante, principalmente legata alla espressione del Tissue Factor.
Diagnosi
La diagnosi da APS si basa fondamentalmente su parametri clinici e laboratoristici.
ITER DIAGNOSTICO DELLE APS: UNO O PIU’ MANIFESTAZIONI CLINICHE E UNO O PIU’ POSITIVITA’ NEI TEST di LABORATORIO
CRITERI CLINICI
Trombosi Vascolari: uno o più episodi di trombosi arteriose, venose o di piccoli vasi, in qualsiasi organo o tessuto, confermate da tecniche di imaging, doppler o dall’istopatologia
Patologia ostetrica:
- Una o più morti di feti normoconformati prima o oltre la 10 ° settimana di gravidanza;
- Una o più morti premature di feti normoconformati prima della 34 ° settimana di gestazione, accompagnati da preeclampsia o eclampsia o severa insufficienza placentare;
- Tra o più aborti consecutivi non giustificabili da altre cause note prima o alla 10 ° settimana di gestazione in assenza di anomalie anatomiche o ormonali materne o paterne ed avendo escluso cause cromosomiche materne.
CRITERI di LABORATORIO
Positività persistente per aCL di classe IgG e/o IgM a titolo medio alto, misurati con metodiche ELISA o immunofluorescenza standardizzate in due o più occasioni ad almeno 8 settimane di intervallo.
Positività Ab anti-β2-Glicoproteina I a titoli medi o elevati (>99°percentile) in ≥ 2 occasioni distanziate di almeno 12 settimane
Positività persistente per Lupus Anticoagulant rilevato secondo le linee guida suggerite dalla International Society on Thrombosis and Hemostasis Sottocomitato del Lupus Anticoagulant/phospolipid- dependent Antibodies.
La diagnosi muove dal dato clinico, ma deve essere supportata dalla positività persistente per anticorpi antifosfolipidi (aPL).
L’APS rappresenta l’esempio di una patologia la cui diagnosi non può essere raggiunta se non con la partecipazione attiva sia del Laboratorio sia della Clinica.
Le piattaforme analitiche SNIBE Maglumi offrono un pannello completo di test a supporto della diagnosi di laboratorio
- Come ausilio nella diagnosi di APS.
- Come aiuto nella diagnosi clinica differenziale delle cause di embolia venosa, e aborti ricorrenti.
- Nella valutazione di rischio di trombosi e perdita del feto nei pazienti APS.
- Nel monitoraggio dei pazienti SLE con APS secondaria.